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sabato, 27 ottobre 2007

San Tommaso d'Aquino


La vita ed il pensiero:

San Tommaso d'Aquino nacque a Roccasecca, forse nel 1224 (non si conosce la data precisa, questa viene desunta dalla data della morte), ed è qui che vide per la prima volta la luce e da qui mosse i primi passi verso la celebrità e  verso la gloria universale. Figlio di Landolfo e Teodora Caracciolo, trascorse la prima infanzia a Roccasecca, nell'avito castello, i ruderi che si adagiano sconnessi e asimmetrici sulla verde appendice del monte Asprano, sono ancor oggi validi testimoni di quel lieto evento.
All'età di cinque anni, fu inviato a Montecassino per esservi educato; i genitori speravano che un giorno potesse diventare abate di quel potente monastero. Ma altra era la vita riservatagli dalla Provvidenza. Passato agli studi superiori a Napoli, entrò, contro il volere dei genitori, nel modesto ordine dei predicatori e proprio per questo i fratelli, nel tentativo di farlo recedere dalla sua decisione, lo rinchiusero nel castello di Monte San Giovanni.  Infine liberato riprese la sua strada di studio che lo condusse prima a Parigi, poi a Colonia, dove ebbe per maestro Alberto Magno, e ancora a Parigi per conseguire il dottorato in Teologia, che esercitò come magister regens. Tornò poi di nuovo in patria, poi ancora a Parigi, a Napoli  e infine, malato e stanco, mentre si recava a Lione chiamato da Gregorio X, si fermò nell'abbazia cistercense di Fossanova, dove morì il 9 Marzo 1274.  Egli fu una vera enciclopedia vivente, poichè accentrò in se l'intera conoscenza filosofica e teologica medioevale. Tra le sue opere ricordiamo "Summa contra Gentiles" e "Summa Theologiae", importantissimi trattati che riassumono il cuore della filosofia di quel tempo, da cui Dante stesso attinse largamente, traendone ispirazioni per il suo sacro poema

(tratto da http://www.angelibuoni.it )

IL TOMISMO

Gli studi e le ricerche di Tommaso spaziarono molti argomenti, ma il suo contributo più significativo lo ritroviamo sicuramente nella Filosofia Teologica.
San Tommaso concepì una nuova dimensione dell'anima dell' uomo, considerandola creata "a immagine e somiglianza di Dio" (come dice la Genesi), unica, immateriale (priva di volume, peso ed estensione) non localizzata in un punto particolare del corpo, trascendente come Dio e come Lui in una dimensione al di fuori dello spazio e del tempo in cui sono il corpo e gli altri enti. L'anima è "tota in toto corpore", contenuta interamente in ogni parte del corpo, e in questo senso legata ad esso indissolubilmente.
Inoltre concepisce cinque prove dell'esistenza di Dio.
  • "Ex Motu" (cioè "dal moto": tutto ciò che si muove esige una causa prima perché, come insegna Aristotele, "Non si può andare all'infinito nella ricerca delle cause")
  • "Ex Causa" (cioè "dalla causa": ogni effetto ha bisogno di una causa; necessità di una causa prima incausata)
  • "Ex Contingentia" (cioè "dalla contingenza": poiché tutte le cose esistono, ma potrebbero non esistere, non hanno in sé la ragione della loro esistenza e, quindi, rimandano ad un essere necessario)
  • "Ex Gradu" (cioè "dal grado": le cose hanno diversi gradi di perfezione, ma solo un grado massimo di perfezione rende possibile gli stadi intermedi)
  • "Ex Fine" (cioè "dal fine": tutte le cose nell'universo sono ordinate secondo uno scopo, quindi, ci deve essere un'intelligenza che le ordina così).
San Tommaso si applicò inoltre allo studio della metafisica.

"La scienza filosofica riguarda l'ente in quanto ente, cioè considera l'ente dal punto di vista della ratio universale di ente, e non dal punto di vista della ratio specifica di qualche ente particolare ".

La verità dei principi non si afferma da sola, ed è sempre colta in modo umano, ossia imperfetto; per questo al filosofo è chiesta un'umile disposizione d'animo per accoglierla. Per invenire questa verità nascosta non si può partire da principi, perché sono proprio quelli che si stanno indagando, ma si deve fare un'analisi fenomenologica della realtà e dell'esperienza dell'uomo per far venire a galla il non detto del detto, ossia ciò che necessariamente si deve ammettere, anche solo implicitamente, perché quello che si dice sia un dire sensato. Così come un illetterato può parlare correttamente la sua lingua pur non conoscendo le regole della grammatica, e solo studiando la sintassi si rende conto delle regole che ordinano il suo parlare; regole che peraltro anche ignorandole venivano da lui usate anche prima di conoscerle. Così tutti gli uomini nel loro pensiero e nel loro parlare usano correttamente i principi della metafisica, almeno implicitamente, e il compito del filosofo è condurre alla luce della ragione questi principi. La grande forza della filosofia aristotelico - tomista è mettere in evidenza quei principi così innati nella ragione che, essendo verissimi, è persino impossibile pensare di negarli, perché nel momento in cui li si nega ne si fa surrettizio uso, e quindi li si riafferma.












postato da: jacopo777 alle ore 12:07 | link | commenti
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mercoledì, 17 ottobre 2007

Un altra parte interessante della filosofia teologica è rappresentata dalle cosiddette argomentazioni metafisiche. Prima di introdurre quest'argomento, partiamo dlla nozione di base: che cos'è la metafisica?
Il termine è stato introdotto dal filosofo greco Aristotele. La parola fisica è preceduta da un prefisso, meta, che letteralmente assume il significato di "al di là, sopra, oltre": quindi lett. "al di là della fisica". Una filosofia che studia l'Universo e gli enti che lo popolano a prescindere dal loro aspetto sensibile, quindi, oltre la fisica tradizionale. Tale branca della filosofia si occupa dell'esistenza di Dio, dell'anima, dell'essere in sé.
Le argomentazioni metafisiche si dividono in:

Argomentazioni cosmologiche, che spiegano l'esistenza di Dio come "causa prima" (Archè) dell'universo.

Argomentazioni ontologiche, secondo cui "l'essere tale per ciu non si possa concepira nulla di più grande"

Argomentazioni panteistiche, che definiscono Dio come Tutto.


Ho tentato di riassumere al meglio in questo post e nel precedente le principali argomentazioni dell'esistenza di Dio. Non voglio scendere di più nel particolare; sarebbe inutile e qualsiasi libro di filosofia fornirebbe spiegazioni più accurate e precise di quanto non possa fare io stesso. Mi interessa invece analizzare a questo punto la parte più "cristiana" della questione, partendo proprio da quei grandi filosofi che hanno trattato dell'argomento. Cominceremo quindi a parlare di San Tommaso d'Aquino.
postato da: jacopo777 alle ore 18:00 | link | commenti
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domenica, 02 settembre 2007

L'esistenza di Dio

Nella storia dell'uomo, decine di filosofi e pensatori hanno tentato di produrre una prova inconfutabile che dimostrasse scientificamente e logicamente l'esistenza di Dio. Così decine di altri pensatori si sono applicati al fine di negarne l'esistenza. D'altronde nessuno di loro è riuscito a fornire "prove incontrovertibili" a favore di una o dell'altra corrente. Volendo analizzare tutta la filosofia teologica in maniera generale, si incorre nella necessità di omettere inevitabilmente alcune parti.  Favorirò quindi un'analisi generale delle correnti filosofiche, più che dei filosofi stessi. Specifico altresì che i successivi post, per quanto dettagliati, saranno parzialmente incompleti. Desiderando inoltre essere della maggiore chiarezza possibile, trattandosi di argomenti molto tecnici, le spiegazioni saranno saltuariamente intercalate da prospetti (col nome di “In poche parole”) che riassumeranno in parole semplici e chiare i concetti appena spiegati.

Come già accennato nei precedenti post, entreremo nel vivo della Dottrina della Fede analizzando anzitutto l’aspetto teologico della divinità: le argomentazioni dell’esistenza di Dio. Per una questione di ordine, partirei dalle cosiddette argomentazioni empiriche.

--- Le argomentazioni empiriche cercano di dimostrare la necessità logica di Dio prendendo in analisi specifici assiomi e cercando di trarne conclusioni incontestabili. Si dividono in argomentazioni teleologiche, antropiche, morali e trascendentali.

L’argomentazione teleologica presuppone che il complesso ordine dell’Universo mostri al suo interno i segni di una volontà (telos) intelligente e creatrice, dotata delle proprietà proprie di un Dio (onnipotenza, somma intelligenza). Solo tale volontà, o Entità, avrebbe potuto sostenere il peso abnorme della creazione di un ordine così complesso. L’ordine dell’Universo nella sua complessità è perciò suggeritore di un’ altrettanto complessa volontà creatrice.

L’argomentazione antropica è simile, ma prende invece in analisi la Vita. Tale argomentazione è suddividibile nel principio antropico debole, forte e ultimo. “L’Universo deve essere sufficientemente “vecchio” da aver permesso la nascita e l’evoluzione di una vita basata sul carbonio poiché, pur data l’immensità dell’Universo, le probabilità che si verifichino le prerogative per la formazione della vita sono infinitesimali (1). L’Universo deve avere necessariamente al suo interno delle prerogative per la formazione della vita (2). Se i precedenti principi sono verificati (e questo è scontato, data l’esistenza della vita) è necessaria la supposizione di uno sviluppo di un’elaborazione intelligente universale, che una volta apparsa, sia inestinguibile (3).”

 L’argomentazione morale sostiene l’esistenza di una moralità oggettiva assoluta in ciascun individuo derivante da una Moralità Assoluta Universale. Tale capacità non può scaturire infatti da una necessità naturale, come le altre capacità, ma è intrinseca e radicata nell’uomo, quasi fosse l’immagine di un istinto.

In poche parole: Ciascun individuo è dotato di una moralità propria assoluta (ab-solutus: sciolto da), indipendente da qualsiasi necessità naturale o artificiale. La capacità di distinguere il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, il buono dal cattivo, non scaturisce infatti da un bisogno fisico o naturale, ma rappresenta un universale “istinto” dettato da un’ immagine di giustizia e bontà assoluta, comune e proprio di tutti gli uomini.

L’argomentazione trascendentale ,infine, sostiene che le caratteristiche principali dell’uomo (scienza, logica ed etica) non possono esistere senza un Dio, perché inevitabilmente originate da Esso. ---

postato da: jacopo777 alle ore 00:08 | link | commenti (1)
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sabato, 01 settembre 2007

Un po' di Ragione

Prima di parlare di una fede, occorre mettere in chiaro l'origine della fede stessa. E per cominciare a parlare di Fede Religiosa, occorre chiarire con esattezza la vera origine della Fede stessa: Dio.

Dunque, chi o cosa è Dio?  "Dio è l'essere perfettissimo, onnipotente ed eterno, Signore e Creatore dell'Universo e della Vita."

Questa, bene o male, è la definizione che siamo abituati a sentire. Ma per un ateo, o per un semplice scettico, una simile affermazione non è sufficiente. Chi non crede ricerca una prova, una qualsiasi prova che confuti l'esistenza di una simile Essere sovrannaturale. Nel corso della storia, sono state prodotte moltissime prove pro e contro l'esistenza di Dio. Le riassumo brevemente per argomentazioni:

PRO

1) Argomentazioni metafisiche:

Argomentazione cosmologica

Argomentazione ontologica

Argomentazione panteistica

2) Argomentazioni empiriche:

Argomentazione teologica

Argomentazione antropica

Argomentazione morale

Argomentazione trascendentale

3) Argomentazioni induttive:

Fede

4) Argomentazioni soggettive:

Argomentazione dei testimoni

Argomentazione cristologica

Argomentazione della maggioranza

 

CONTRO

1) Argomentazioni deduttive

2) Argomentazioni induttive

3) Argomentazioni empiriche

 

Avremo modo di ispezionare tutte le varie argomentazioni e di cercare di raggiungere una conclusione logica. Ho voluto inserirle comunque, anche senza una seria e accurata spiegazione, per manifestare a quanti non lo sapessero quanto ardua, complicata e controversa può essere la semplice affermazione "Dio esiste". Ho voluto altresì sottolineare che non è necessario credere in Dio con la sola e cieca Fede, ma che si può provare la sua esistenza anche seguendo una linea di pensiero razionale e logico. La Ragione è necessaria quanto la Fede stessa. Per questo vi invito, se ancora non lo avete fatto, a riflettere attentamente su quanto detto finora, al fine di poter comprendere con più chiarezza i concetti che verranno spiegati nei prossimi post.

La via per trovare la verità in Dio è lunga e accidentata. L'uomo non deve fare altro che porsi la domanda "Dio esiste?" per cominciare a percorrerla. E anche noi partiamo da qui.

postato da: jacopo777 alle ore 01:35 | link | commenti (1)
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Genesi

Dio vi benedica.

Questo è il primo post che scrivo in questo nuovo blog. Il motio per cui ho creato questo blog è chiaro. Contribuire in maniera più creativa possibile alla diffusione della fede cattolica. I prossimi post saranno dedicati alla Dottrina della Fede cristiana, elemento essenziale della fede di ciascuno di noi.

Auguro a tutti di poter trovare un riscontro utile in quanto avrò da offrirvi.

 

Jacopo Maria

postato da: jacopo777 alle ore 01:00 | link | commenti
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